martedì 12 marzo 2013
Il car sharing si fa privato
07 marzo 2013
A Milano il Comune è pronto a pubblicare un bando di apertura del servizio ai privati.
Ecco come funzionerà e quali novità offrirà ai cittadini
Il car sharing è sempre più diffuso sul territorio nazionale e a Milano potrebbe presto non essere
più un servizio esclusivamente pubblico.
Il Comune si appresta infatti a lanciare un bando che apra anche ai privati l’accesso a prestazioni ora
in mano alla società cittadina dei trasporti ( ATM).
La volontà è quella di avvicinarsi agli standard europei in materia di mobilità sostenibile,
anche in vista di un evento globale e incentrato su tematiche green come Expo 2015.
“ Il servizio di car sharing deve diventare una reale alternativa all’auto privata con l’obiettivo di ridurre
il parco privato esistente – in particolare quello delle seconde auto – abbassare le emissioni inquinanti,
far risparmiare le famiglie e garantire maggior velocità di spostamento”, ha dichiarato l’ Assessore comunale
ai Trasporti, Pierfrancesco Maran.
Ancora in via di definizione le linee guida per l’estensione del servizio ma con qualche primo punto fermo:
- Servizio aperto 24h su 24, tutti i giorni dell’anno
- Auto disponibili nei pressi degli snodi del trasporto pubblico e integrazione con gli abbonamenti dei mezzi
- Applicazione di tariffe chiare che comprendano tutti i costi di esercizio (dal carburante alla manutenzione)
- Ampio parco vetture e impegno nel rinnovarlo periodicamente perché resti in linea con le norme comunitarie
sulle emissioni inquinanti
Molti di questi requisiti sono tuttavia già soddisfatti dal Comune attraverso GuidaMi. La vera novità sarà
piuttosto la possibilità di non riportare l’auto al punto di raccolta ma lasciarla entro i parcheggi con
strisce blu, diffusi in moltissime aree della città. L’idea dell’Amministrazione è di introdurre un’agevolazione
per gli operatori che riguardi sia l’accesso in ztl come Area C, sia la sosta a pagamento.
Un progetto che attira l’attenzione di gestori italiani ma anche internazionali. In pole position ci sono
infatti i tedeschi di Car2go, che hanno invaso di recente Londra con una flotta di 500 Smart, e i francesi
di Autolib, che invece operano su veicoli elettrici (come la nostrana E-vai) e quindi parteciperebbero anche
ai costi di potenziamento delle infrastrutture.
L’ingresso dei privati in questo mercato potrebbe dunque contribuire a una maggiore e più capillare estensione
del servizio sia in termini di spazi (coprendo le periferie) sia in termini di tempi
(per spostamenti inferiori a un’ora). Un’opzione in più per i cittadini, un ulteriore passo avanti verso
forme di mobilità sostenibili.
Marco Cosenza
wired.it
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