giovedì 6 dicembre 2012
venerdì 30 novembre 2012
La carne inquina molto più delle automobili
La carne inquina molto più delle automobili
Mangiare carne solo una volta a settimana porterebbe meno mortalità e un taglio di emissioni di CO2 equivalenti a 75 miliardi di chilometri percorsi in auto. Lo dice uno studio tedesco del WWF
Se
ognuno di noi mangiasse meno carne, le emissioni inquinanti sarebbero ridotte
dell'equivalente di un viaggio in auto di 75 miliardi di chilometri. Lo dice un
nuovo studio condotto in Germania dal WWF.
L'impronta
media di una persona è di 11 tonnellate di CO2
all'anno, calcola il Fondo mondiale per la protezione della
natura. Ma quanta parte di questa impronta dipende dalla dieta? I
ricercatori hanno calcolato le emissioni di gas associate alla produzione
del cibo, incluso la coltivazione del foraggio, i trasporti, la
conservazione e la preparazione a casa. Nel calcolo sono stati incluse anche le
emissioni indirette derivanti dalla conversione di foreste in pascoli per
animali da macello. Lo studio ha poi valutato a quanto ammonterebbero le
emissioni se il consumo di carne fosse dimezzato; scelta tra l'altro
raccomandata dalle linee guida nutrizionali. Un consumo di 450 grammi
di carne e derivati sarebbe infatti già più che sufficiente per il
fabbisogno di un individuo, mentre – come noto – un consumo eccessivo
soprattutto di carni rosse è associato a diverse patologie, dal cancro alle
malattie cardiovascolari, prime cause di morte in Europa.
lunedì 19 novembre 2012
Packaging, da nemico dell'ambiente ad alleato
Packaging, da nemico dell'ambiente ad alleato
Gli alimenti troppo impacchettati sono un problema ambientale molto serio. Le aziende stanno lentamente cambiando rotta, ma la vera rivoluzione arriverà con i materiali high-tech, in grado di allungare la vita del cibodi Michela Dell'Amico)
Il packaging, ovvero la somma
degli involucri di plastica, carta o alluminio che contengono i nostri
acquisti, è da tempo sul banco degli imputati. Il primo problema è che si
tratta troppo spesso di un imballaggio eccessivo, utile solo (e forse) dal
punto di vista del marketing:
alla confezione “essenziale” si aggiungono altri materiali a fini estetici o
promozionali. Il problema si aggrava se consideriamo gli alimenti, che si
consumano quotidianamente. Su questo aspetto possono intervenire le aziende,
eliminando il surplus e traendone un doppio vantaggio: a livello di immagine,
grazie alla più diffusa sensibilità ambientalista dei consumatori; e a livello
economico, eliminando un costo non indifferente. Ma anche la tecnologia sta
facendo la sua parte, con materiali che promettono di allungare la vita del
cibo.
martedì 13 novembre 2012
Anticipate al 2013 le sanzioni per i sacchetti “biodegradabili” non conformi alla legge
Con il decreto n. 179 art. 34 comma 19, pubblicato
il 18 ottobre 2012,
il governo ha stabilito che le sanzioni previste per chi viola la legge che
vieta la commercializzazione di sacchetti per asporto merci non conformi alle
indicazioni di biodegradabilità e compostabilità (in vigore dal 24 marzo 2012)
vengono anticipate al 1°
gennaio 2013.
In base alla legge 28 del 24 marzo 2012, gli unici “shopper” commercializzabili in Italia
sono:
1. quelli biodegradabili e compostabili conformi alla EN
13432
2. quelli riutilizzabili di spessore superiore a 100
micron per usi non alimentari e 200 micron per gli usi alimentari, se con
maniglia esterna alla dimensione utile del sacco
3. quelli riutilizzabili di spessore superiore a 60
micron per usi non alimentari e 100 micron per usi alimentari se con maniglia
interna alla dimensione utile del sacco (c.d. sacchi a fagiolo).
Le sanzioni
che potranno essere comminate partono da un minimo 2.500 euro fino ad un massimo di 25.000 euro,
cifre che possono essere quadruplicate qualora il soggetto che viola la legge
generi almeno il 30% del suo fatturato dall’attività di produzione e
distribuzione.
venerdì 9 novembre 2012
riportiamo da
www.wired.it
08 novembre 2012 di
Simone Cosimi
Il cassonetto smart per i rifiuti elettronici
Presentato a Ecomondo, la rassegna sulla green economy in corso a Rimini, Raee Parking promette di raddoppiare la raccolta di cellulari, tv, monitor, piccoli elettrodomestici e pile. Senza perderne traccia
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