lunedì 20 agosto 2012

Avere città sempre più Verdi??? oggi si può con le aiuole mobili.


Da tuttogreen.it

Alberi, piante, fioriere e comode panchine in legno: un micro-giardino “all-inclusive” tutto su un carrello, da posizionare e comodamente spostare nelle aree pedonali e sui marciapiedi delle città.
Per trovare l’ispirazione di questo progetto, il designer Matteo Cibic è partito dall’esperienza personale di giovane cresciuto nella grigia e caotica Milano. Nei suoi intendimenti, questa soluzione mobile, semplice e ingegnosa, potrebbe cambiare il volto dell’arredo urbano.

Accomodandosi sulle panchine del carrello, si potrà comunque rimanere in contatto con il mondo, grazie a connessione Wi-fi e caricabatterie con ingresso Usb leggi tutto qui


venerdì 17 agosto 2012

Intervista a Marco Benedetti.

Intervista a Marco Benedetti, ideatore del pannolino Naturaè... vediamo cosa ha da dirci e come ci presenta il suo prodotto e la sua azienda.

venerdì 10 agosto 2012

Il pannolino Naturaè, il primo pannolino compostabile della storia..... ed è Italiano...

Oggi l'articolo che vi proponiamo dalle pagine del nostro blog riguarda un prodotto che le Mamme usano giornalmente per il loro bambino, ovvero il pannolino.
Sappiamo tutti che fino a non troppo tempo fa l'unico pannolino esistente era il pannolino lavabile, almeno fino a quando la tecnica industriale non creò il pannolino usa e getta che subito prese il posto ed il mercato al più ecologico pannolino lavabile.
Più ecologico in quanto riutilizzabile e quindi prodotto una volta sola e meno inquinante dei pannolini tradizionali usa e getta.
Tuttavia però la comodità intrinseca dei pannolini usa e getta non può essere negata anche se rimangono in natura per centinaia di anni senza biodegradarsi.
Ma la domanda  che viene scontata a tal proposito è: "Sappiamo davvero cosa stiamo facendo indossare ai nostri bambini?"

giovedì 9 agosto 2012

Come ridurre i rifiuti provenienti dalle confezioni dei nostri acquisti? Mangiamoli!


Una delle maggiori fonti di produzione dei rifiuti urbani è costituita da imballaggi, la notizia certamente non è nuova ed è fatto appurato che il packaging è uno degli elementi che occupa più spazio nelle discariche.
La novità invece sta nel fatto che David Edwards, fantasioso ricercatore dell'Università di Harvard, sta lavorando a un nuovo materiale che permetterà di ridurre praticamente a zero  rifiuti prodotti dal packaging, come? Mangiandoli.
Edwards infatti sta lavorando ad un nuovo materiale commestibile, costituito da un polimero biodegradabile e particelle alimentari, si tratta di una pellicola commestibile in grado di riprodurre il gusto di qualsiasi alimento.
Tuttavia, Edwards sembra non essere l’unico a sviluppare questi materiali, infatti altre aziende sia americane che del vecchio continente stanno conducendo studi simili ed in alcuni casi hanno già brevettato materiali simili.
Questi materiali, a quanto pare, costituiscono l’avanguardia per il settore del packaging e speriamo possano divenire i materiali che saranno impiegati nelle confezioni di qualsiasi alimento o prodotto in genere.


Giuseppe Santamaria 
Messina 09/08/2012

mercoledì 8 agosto 2012

Sono i primi Green Games: persino coltello e forchetta a Londra sono di mais e di marca Ecozema

da un articolo di Luca Corsolini su chefuturo.it ......



Scene di vita quotidiana da un villaggio olimpico che poi tanto villaggio non è: di giorno, tra atleti, tecnici, organizzazione, spettatori, media, ospiti vari, siamo quasi 300mila persone.
Al villaggio olimpico vero e proprio, quello degli atleti, i protagonisti sono coccolati in mille modi ma pure noi giornalisti non ce la passiamo male. Una bottiglia di Coca Cola costa 2 sterline ma il distributore ti dice che se restituisci il vuoto quello sarà riciclato e rimesso in commercio entro 6 giorni. Al McDonald’s, il rifugio scelto per mancanza di tempo, basta guardare inebetiti il bidone dei rifiuti e arriva subito una hostess: fa la divisione lei tra materiale compostabile, riciclabile e non riciclabile con una perizia che noi ancora non abbiamo. Ma è quando ti danno le posate per il sushi venduto qui a ritmi da protesta di Greenpeace che capisci. Capisci come dice Farinetti, il guru di Eataly che dovrebbe pensare a una apertura a Rio per il 2016, che la green economy non è una questione da risolvere a km zero. La green economy è qualità, prima ancora che quantità. Insomma, le posate sono made in Italy: le produce, col marchio Ecozema, la Fabbrica Pinze Schio, dimostrazione che anche in ambito industriale bisogna sapersi riciclare.